
Ultimo aggiornamento: sabato 31 luglio 2010
SE AVESSIMO UN MEDAGLIERE
Lo Statuto ed il Regolamento della nostra Associazione non prevedono "Medaglieri" a livello inferiore a quello della Presidenza Nazionale; il Medagliere dell'ANGET, in sostanza, è e deve essere uno solo.
Questo non vuol dire che il nostro Gruppo Alpino, anche senza appuntare fisicamente dei "fac.simile" di medaglie su alcun drappo, non debba ricordare le ricompense al valore concesse ai reparti del Genio Alpino e non debba implicitamente rendere omaggio anche ai numerosissimi atti di valore individuale e collettivo che, per varie ragioni, non sono stati registrati e non hanno potuto ottenere il riconoscimento che avrebbero meritato.
I dati che seguono sono stati tratti dal volume "Cronache del Genio Alpino" - edito da Mursia nel 2006, che tratta l'argomento da pag. 645 a pag. 667.
RICOMPENSE AL VALORE
CONCESSE AI REPARTI DEL GENIO E DELLE TRASMISSIONI ALPINE

Medaglia d'Argento al Valor Militare
al II Battaglione Misto Genio per la Divisione Alpina "Tridentina"
"Saldo e perfetto strumento di guerra, fuso in un unico fascio di energie e di intrepida volontà, in sette mesi di aspra campagna si è confermato degno delle più alte e gloriose tradizioni dell'Arma. Di temeraria consapevole arditezza gli artieri, di singolare perizia e capacità i trasmettitori, in ogni azione superbamente vincevano ogni avversità del nemico e dell'ambiente. Nelle epiche giornate del ripiegamento dal fronte del Don, chiamato ad arginare in Opyt ingenti forze nemiche, lasciati gli abituali strumenti e impugnati i moschetti, contrattaccavano con irruenza il nemico preponderante di forze e di mezzi, spezzandone l'impeto e impedendo l'accerchiamento di unità nazionali e alleate. Ridotte nel numero, stremato da otto giorni di successivi combattimenti, nella battaglia di Nikolajewka si lanciava ancora con supremo coraggio e incrollabile fede sul nemico e, con nuovo tributo di sangue, abnegazione e valore ne stroncava la furia contribuendo in modo decisivo al successo finale".
(Fronte russo, Opyt-Nikolajevka, agosto 1942-febbraio 1943).
Medaglia d'Argento al Valor Militare
al III Battaglione Misto Genio per la Divisione Alpina "Julia"
"Unità perfetta per addestramento e spirito combattivo, in difficilissime condizioni di clima e di terreno, assolveva brillantemente i propri compiti dando costante e prezioso contributo allo svolgimento delle operazioni sul fronte russo. Nel corso di asprissimi combattimenti contro un nemico preponderante per numero e mezzi, interveniva più volte nei combattimenti, fianco a fianco con gli alpini, contribuendo decisamente al favorevole esito delle azioni. Eroica e saldissima compagine, in successiva fase di ripiegamento, confermava, col qualsi titale sacrificio di sè, le preclare virtù dei genieri alpini d'Italia":
(Fronte russo, 15 settembre 1942-1° febbraio 1943)
Medaglia d'Argento al Valor Militare
al IV Battaglione Misto Genio per la Divisione Alpina "Cuneense"
"Con ammirevole opera organizzativa e infaticabile tenacia nel campo dell'attuazione, in molti mesi di guerra, combattuta in condizioni di luogo e di clima particolarmente avversi, favoriva le operazioni realizzando difficili collegamenti, la posa di vasti campi minati, importanti apprestamenti difensivi. In ripetuti combattimenti non esitava a dare valido aiuto con le sue armi e lo slancio dei suoi genieri ai reparti alpini impegnati in immane lotta di sfondamento, documentando con le sue sanguinose perdite l'abnegazione e l'eroismo dei suoi reparti".
(Fronte russo, 20 settembre 1942-20 gennaio 1943)
Medaglia d'Argento al Valor Militare
al XXX Battaglione Guastatori del Genio per Corpo d'Armata Alpino
"Inquadrato nel Corpo d'Armata Alpino, sul fronte del Don, in sei mesi di operazioni impegnandosi con cosciente sprezzo del pericolo nella rimozione di campi minati, nel pattugliamentoe e nei colpi di mano effettuati al di là delle linee nemiche, profuse dedizione e sacrificio al limite delle possibilità umane.
All'inizio dell'offensiva invernale avversaria si oppose eroicamente al primo furioso attacco dei carri armati nemici su Rossosch e contribuì a rendere possibile lo sganciamento del Comando del Corpo d'Armata Alpino immolando la vita, oltre che del proprio Comandante, di quasi metà degli effettivi.
Durante il successivo ripiegamento, nel corso dei continui e incessanti attacchi avversari, in quindici giorni di disperati combattimenti culminai nello sfondamento di Nikolajewka, si sacrificò, nel nome d'Italia, lasciando in terra di Russia 324 Caduti, più di tre quarti del proprio organico di guerra.
Fulgido esempio dell'eroico ardimento e del supremo spirito di sacrificio dei Guastatori dell'Arma del Genio".
(Fronte russo, gennaio 1943)
Medaglia di Bronzo al Valor Militare
al III Battaglione Misto Genio per la Divisione Alpina "Julia"
"Con costante tenacia e brillante genialità, in sei lunghi mesi di guerra, in situazioni talora criticissime e sotto intenso fuoco di armi nemiche, ha sempre assicurato i collegamenti, ha costruito ponti e strade, ha preparato apprestamenti difensivi non esitando, all'occorrenza, a lasciare gli attrezzi da lavoro e gareggiare con gli alpini nel combattimento".
(Fronte greco, 5 novembre 1940-23 aprile 1941)
Medaglia di Bronzo al Valor Militare
alla 3^ Compagnia Zappatori del 2° Reggimento Genio
"Per essersi distinta all'assedio di Gaeta"
(Gaeta, 13 febbraio 1861)
Medaglia di Bronzo al Valor Militare
alla 7^ Compagnia Zappatori del 2° Reggimento Genio
"Per essersi distinta all'assedio di Gaeta"
(Gaeta, 13 febbraio 1861)
Medaglia d'Argento al Valor Civile
al 2° Reggimento Genio
"Temprato ad ogni arditezza e sacrificio, il 2° Reggimento Genio, in nobile e fraterna gara con altri Reggimenti dell'Esercito, ha scritto, nel soccorrere, tra insidie e disagi innumeri, le popolazioni colpite dal disastro del Vajont, fulgide pagine di generoso altruismo e di eroica abnegazione".
(Longarone-Vajont, ottobre 1963)
Medaglia di Bronzo al Valor Civile
alla Compagnia Genio Pionieri "Tridentina"
"Si adoperava validamente per contenere e ridurre le disastrose conseguenze di una violenta alluvione, impegnando senza sosta il proprio personale in difficili interventi".
(Trentino-Alto Adige, 10 novembre-2 dicembre 1966)
Medaglia d'Argento al Valore dell'Esercito
alla Compagnia Genio Pionieri "Julia"
"Unità tragicamente colpita negli uomini e nelle infrastrutture dal sisma del 6 maggio 1976, interveniva immediatamente, con la totalità dei superstiti, nell'opera di soccorso della popolazione di Gemona. Il personale si prodigava incessantemente per giorni e notti, operando in condizioni di estrema difficoltà ed esponendo spesso la propria vita a manifesto rischio, a causa del perdurare delle scosse e dei crolli, per estrarre dalle macerie i sepolti vivi e, successivamente, i morti contribuendo in modo determinante a ridurre i danni provocati dalla grave sciagura. Proseguiva per lungo tempo, rifiutando l'avvicendamento, l'opera di soccorso, dando prova eccezionale di saldezza morale, suscitando nella popolazione i più vivi sentimenti di ammirazione e di riconoscenza e tenendo alto il prestigio dell'Esercito italiano".
(Gemona del Friuli, 6 maggio-28 luglio 1976)
Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito
al IV Battaglione Genio Alpino "Orta"
"Trasferito al completo di uomini e di mezzi nella zona terremotata di Venzone (Friuli) per l'allestimento e l'urbanizzazione dei prefabbricati destinati alle popolazioni colpite, operava ininterrottamente per oltre sette mesi e in difficili condizioni ambientali. Grazie all'opera instancabile e competente dei quadri e della truppa, rifiutando avvicendanenti e turni di riposo, portava a compimento nei tempi previsti i lavori programmati dalla autorità governative e una serie di interventi di carattere straordinario.. Con il suo intelligente impegno, ampiamente riconosciuto e apprezzato, ha concretamente contribuito a frenare lo spopolamento dei comuni colpiti e la dispersione di un prezioso patrimonio di valori culturali e morali. Valido esempio di abnegazione e delle migliori virtù civiche".
(Carnia-Friuli, 20 settembre 1876-30 aprile 1977)
Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito
al IV Battaglione Genio Alpino "Orta"
"Con un complesso di circa 400 uomini e con gli automezzi ed i complessi meccanici in dotazione raggiungeva tempestivamente i comuni di Atripalda, Monocalzati, Castelfranci, Torrella dei Lombardi, S.Angelo dei Lombardi, Teora, Conza della Campania, S.Andrea di Conza, Pescopagano, distanti 1.000 Km dalla sede stanziale e considerati fra i più disastrati dal sisma del 23 novembre 1980 delle Province di Avellino e Potenza. L'efficacia della sua opera, improntata a perizia tecnica, capacità organizzativa, altissimo senso del dovere e spirito di sacrificio, non disgiunti da singolare coraggio nell'attuazione dei lavori più pericolosi, contribuiva in maniera determinante a far ritrovare alle popolazioni duramente colpite serenità e fiducia nella ripresa.
La generosa azione dei giovani di leva, svolta in situazione ambientale resa particolarmente difficile e rischiosa per l'imminente pericolo di crolli e per le proibitive condizioni atmosferiche, non conosceva alcun cenno di cedimento, sebbene si protraesse per oltre due mesi consecutivi - dal 29 novembre 1980 al 16 febbraio 1981 - per demolire edifici pericolanti, sgomberare macerie, riattivare la viabilità, ripristinare i principali servizi di urbanizzazione, allestire aree di sedime e basamenti per prefabbricati, costruire ricoveri per animali, gittare un ponte Bailey, confezionare e distribuire pasti caldi giornalieri alla popolazione, recuperare masserizie, estrarre salme rimaste sepolte dagli edifici crollati.
Altissimo esempio di virtù civili e militari, di elevate capacità tecniche, di coraggioso altruismo che riscuoteva unanime ammirazione, incondizionato plauso e profonda gratitudine dalle popolazioni soccorse e dalle Amministrazioni locali, contribuendo così ad elevare ulteriormente il prestigio dell'Esercito.
(Province di Avellino e Potenza, 29 novembre 1980 - 16 febbraio 1981)